Nel verde della Foresta Umbra sorge Vico dalle origini antichissime. Sul Monte Tabor e nelle vicinanze sono stati rinvenuti reperti risalenti all’età del ferro, reperti paleolitici e necropoli paleocristiane. Oggi Vico è una cittadina con caratteristiche medievali come testimoniano i resti del Castello federiciano, il Convento dei Cappuccini e la cinta muraria. Il territorio circostante è carsico con numerose grotte anche marine, ricco di acqua per cui sia gli uliveti che gli agrumeti sono floridi.

Numerose sono le chiese, nella Parrocchiale vi è l’altare di San Valentino, patrono della città a cui i fedeli tributano onori, specialmente nel giorno della sua festa. In suo onore Vico è anche chiamata la “città dell’amore”.Da notare il centro storico con la sua cinta muraria, un sistema di difesa che ingloba ventidue torri, costruite per impedire le incursioni turche. Un Camberlengo, nominato dal Barone, vigilava presso l’unica porta di entrata.

Nel Convento dei Cappuccini troneggia una quercia gigantesca plurisecolare, altro albero secolare è un cerro di quattrocento anni, la cui chioma ha una circonferenza di cinque metri. Una strada del centro storico, in particolare, merita di essere visitata è il Vicolo del bacio dove gli innamorati si danno appuntamento : essi sono costretti a sfiorarsi dati la ristrettezza del passaggio. Il Castello in origine sorse come una residenza per gli svaghi dell’imperatore ed i suoi cortigiani.

Tutt’intorno c’è un bastione circolare di fortificazione ed il nucleo più antico è chiuso agli angoli da torri quadrate. Vico del Gargano città dell’amore ma anche città degli agrumi, che oltre ad essere fonte di lavoro per i cittadini, hanno meritato anche il marchio DOP specialmente per la varietà “arancia bionda del Gargano” e “limone femminello del Gargano”. L’artigianato richiama l’antica arte della tessitura.